Crete Fertility Centre, IVF, IUI, ICSI, PGD fertility treatments in Europe
Κέντρο Γονιμότητας Κρήτης, IVF, IUI, ICSI, PGD θεραπείες γονιμότητας στην Ευρώπη
Crete Fertility Centre, IVF, IUI, ICSI, PGD fertility treatments in Europe
Dr. MATTHEOS FRAIDAKIS MD, PhD
CONSULTANT IN OBSTETRICS – GYNAECOLOGY
REPRODUCTIVE ENDOCRINOLOGY AND SURGERY
PhD AT ATHENS UNIVERSITY - LECTURER OF UNIVERSITY OF LONDON

La divinità Minoica della fertilità 

La famosa Dea di fertilità con il seno nudo che si rappresenta in statuetta di ceramica, appare anche in varie pitture come sacerdotessa, come donatrice di vita, come signora della natura e protettrice degli animali. Fu la personificazione della natura stessa. Le caverne furono i suoi uteri e le sue tombe poiché la morte fu considerata la progressione e il passaggio dell'anima nella vita successiva.

Le antiche foreste sacre furono all'inizio i suoi tempi, mentre le montagne a doppia vetta furono paragonate al suo seno. Il labirinto mitico fu paragonato con la Creta stessa forse a causa delle troppe caverne presenti nel territorio, e in seguito rispecchiato nella complessità architettonica del palazzo di Knossos, si suppone che simbolizza in analogia l'anatomia del corpo femminile con il suo sistema riproduttivo e anche la piena d'itinerari, non lineare natura del mistero della vita.

Sembrava di simbolizzare il rispetto della vita stessa - in tutta la sua selvaggia bellezza con tutti i suoi processi naturali e la passione per essi. La sua icona cerca di ricreare e far riemergere dalle ombre del passato la sensazione "dell'uno" inteso come singolarità in rapporto con l'universo. La dea ebbe iniziato a insegnare di se, alimentando la passione delle tradizioni e le leggende popolari che si esprimono non solo in Creta ma in tutto il mondo antico.

Chi era? Perche divinità femminile? Lo spirito ha sesso?  E se vogliamo rappresentare l'essenza e l'intelletto del mondo perche attribuirlo al femminile? La Dea rappresenta la madre-matteria-utero, intesa come energia che sostiene il nostro mondo.

Diviene lo spirito di quale il carattere sta nell'integrare e rilevare la propria esistenza. Ci fa ricordare la sacralità e la singolarità della nostra quotidianità. L'esperienza e il legame tra gli uomini egli animali, il mondo naturale e i suoi ritmi, la nascita e il ciclo della vita, l'avanzamento verso la morte e i sentimenti che ciò crea, la creatività e il mistero dell'ignoto.

È personificata come femmina, perche partorisce tutta la creazione dal proprio interno, dalla materia non formalmente manifestata che è il proprio utero mitologico e poi fa crescere ciò che ha partorito sotto ogni forma assunta e durante ogni suo ciclo vitale per riceverlo in seguito come corpo consolante, quando il viaggio materiale arriva alla fine, sia per gli uomini, le piante, gli animali, il pensiero, le civiltà o le galassie.

La natura della dea è lo sviluppo, il passaggio, la trasformazione, il legame con la dialisi, il parto e la rigenerazione e la loro accettazione come parte della vita. Quale rappresentazione del divino potrebbe

divenire più naturale, organica e più vicina nel nostro modo d'esistere cosi da poter identificarsi con essa?

Questo fu il motivo per il quale la Dea Minoica si celebrava come nessun'altra - e perciò gli antichi ci hanno ereditato una ricca registrazione delle sue rappresentazioni sotto forme multiple. È nostra impressione che non solo fu rispettata e celebrata, ma fu veramente amata come propria divinità buona.

L'archeologo famoso M. Gimbutas ha ricercato il culto della Dea pagana in civiltà preistoriche nel territorio che si chiamava anticha Europa e si espandeva da Regno Unito e i paesi Scandinavi del Nord, alle isole di Malta e Creta e l'Anatolia a Sud, Sud- Est.    

"Io sono contrario alla maggior parte degli archeologi dei nostri tempi, che credono che non conosceremmo mai il significato dell'arte e della religione preistorica. È vero che la rarità dei fonti di studio rende difficoltoso il processo di ricomposizione- ricostruzione nella maggior parte dei casi, però la religione del periodo precoce, dell'era agricola in Europa e Anatolia si dimostra molto ricca. Tombe, tempi, pitture, sculture, rappresentazioni ceramiche, devono essere analizzati sotto obiettivo ideologico.

Perciò e necessario di espandere il campo di archeologia classica nel settore di ricerca intrascientifica. Per quest' opera ci baseremmo sulla comparazione mitologica, le fonti storiche precoci, la linguistica, le tradizioni e l'etnografia storica."

"Il simbolismo principale della Dea è il mistero della nascita, della morte e della rinnovazione della vita, non solo dell'uomo ma di tutta la vita naturale. Simboli e immagini sono sparsi dalla partenogenesi (auto-rinascita) della Dea e le sue abilità principali come portatrice della vita, manipolatrice della morte, come processo di rinascita intorno alla madre terra, la Dea di fertilità giovane e anziana nasce e muore con le piante. Fu l'unica fonte vitale che prendeva la propria energia dalle acque di fonti e pozzi, dal sole e la luna, e dal terreno umido.

Questo simbolismo sistemico si riferisce in un tempo mitico circolare e non lineare. Nell'arte ciò si esprime con i simboli di movimento dinamico, linee che formano spirali e si trovano incrociati tra di loro serpenti avvolti su se stessi o l'uno con l'altro, cerchi semilune, corna di toro, piante e semi di piante.

Il serpente fu considerato simbolo dell'energia, della rinascita, era creatura benefica e non cattiva. Anche i colori assumevano interpretazioni differenti da quelle indo-europee. Il nero non fu simbolo della morte, al contrario simbolizzava la fertilità. Fu il colore delle caverne umide e della terra fertile, dell'utero della Dea, dove la vita ebbe inizio..."

(Tratto da "La lingua della Dea" di M. Gimbutas)