La placenta: meraviglioso tramite tra la vita del feto e quella della mamma!

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La placenta: meraviglioso tramite tra la vita del feto e quella della mamma!
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La placenta: meraviglioso tramite tra la vita del feto e quella della mamma!

Domande che mi vengono poste spesso sono: “ma il bimbo cosa mangia, come respira, dove fa i suoi bisogni, dorme mai, fa la pipì, piange?” Qualcuno, sapendo che esiste una cosa chiamata “placenta”, azzarda: “ma nella placenta il sangue della mamma e del feto si mischiano?”

Sono domande che scaturiscono da un certo ragionamento. In effetti nell’utero c’è un bimbo che si muove, dà calci e soprattutto cresce. Certo da qualche parte gli devono pur arrivare delle materie prime. E l’ossigeno? E allora cerchiamo di fare chiarezza e di dare risposta a queste giuste domande.
All’inizio della gravidanza (in gravidanza naturale o dopo fivet omologa/eterologa, icsi, ovodonazione, donazione del seme, embriodonazione, donazione), subito dopo il concepimento, non ci sono che poche cellule che si nutrono dai liquidi circostanti, non diversamente dagli organismi unicellulari. E lo stesso è per l’ossigeno, che è fondamentale per il nostro metabolismo energetico. Man mano che il prodotto del concepimento cresce (in gravidanza naturale o dopo fivet omologa/eterologa, icsi, ovodonazione, donazione del seme, embriodonazione, donazione), questa modalità di nutrimento e di ossigenazione diventa insufficiente, perché non riuscirebbe a raggiungere le cellule più interne e servirebbe solo le cellule più esterne. Si sviluppa quindi una circolazione di fluidi e più precisamente di sangue, con dei vasi e una piccola pompa che mette in circolazione questo magico liquido.

La circolazione ha il compito di portare a tutti i tessuti periferici sostanze nutritizie e ossigeno, mentre preleva le sostanze di rifiuto e l’anidride carbonica, che in qualche modo dovrà eliminare. Nel caso nostro, ciò avviene col sistema cardiocircolatorio, formato da cuore, arterie e vene. Ci sono poi degli organi ben collegati a questo sistema che garantiscono l’approvvigionamento delle sostanze nutritizie, l’eliminazione di quelle di rifiuto, l’ossigenazione e l’eliminazione dell’anidride carbonica. Abbiamo l’apparato digerente che fornisce acqua e sostanze nutritizie e i reni che favoriscono l’eliminazione dei prodotti di rifiuto, funzione svolta anche da altri organi come il fegato, l’intestino e la pelle.

Per l’ossigenazione provvedono i polmoni con la respirazione e in piccola parte anche la pelle. Il feto è dotato di tutti questi organi molto precocemente durante il suo sviluppo, primo fra tutti l’apparato cardiocircolatorio. Infatti qualcuno mi chiede: “è vero che il cuore è la prima cosa che si forma?” In effetti senza cuore non va avanti più niente, anche se io preferisco pensare ad un tutto armonico che si va formando fin dall’inizio, in cui è presente anche il cuore.

Pur avendo quindi ben presto tutti gli organi necessari per queste funzioni, nutrimento e respirazione, il feto è rinchiuso in un involucro, immerso nel liquido, senza aria, e circondato da vari strati di membrane e tessuto. Come fa allora? Ed ecco che magicamente interviene la placenta, che forse, a voler fare per forza una classifica di questa “maratona”, si forma ancor prima del cuore.

La placenta è un organo a forma di grossa focaccia, ben collegato al sistema cardiocircolatorio del feto da un lato e dall’altro ben adeso alla parete dell’utero della mamma, come la radice di un albero. Essa appartiene al bimbo, anche geneticamente, è un organo vero e proprio collegato con due arterie e una vena. Le due arterie ombelicali, dette arterie perché portano il sangue pompato dal cuore verso la placenta, trasportano in realtà sangue venoso, in quanto scarsamente ossigenato e ricco di anidride carbonica. E lo trasportano nella placenta dove attraverso un complicato sistema di villi e ramificazioni varie, giunge molto vicino al sangue materno, senza mescolarsi con esso. Qui attraverso sottilissime membrane permeabili avviene il magico scambio col sangue della mamma dell’ossigeno e dell’anidride carbonica.

L’ossigeno lascia il sangue materno, in cui è più concentrato, e va nel sangue fetale che ne è poverissimo. Il contrario succede per l’anidride carbonica. Analogamente avviene per le sostanze nutritizie, glicidi, lipidi e aminoacidi e piccoli peptidi, che lasciano il sangue della mamma e si riversano nel sangue fetale. Il contrario per le sostanze di rifiuto come l’urea, che normalmente noi eliminiamo con le urine e che il feto elimina attraverso il sangue della mamma. Questo scambio non avviene solo per osmosi, cioè per differenza delle concentrazioni fra i due versanti, ma avvengono pure dei veri e propri meccanismi di trasporto attivo o facilitato, anche piuttosto selettivo. Infatti si parla di barriera placentare, che si opporrebbe al passaggio di alcune sostanze tossiche e/o di alcuni germi. Il sangue che lascia la placenta, torna al feto in un’unica vena ombelicale, che al contrario di prima, benché vena, perché torna verso il cuore, conduce sangue arterioso.

Insomma, la placenta è un organo davvero meraviglioso, il tramite tra la vita del feto e quella della mamma, attraverso cui passa di tutto, ma anche il fumo di sigaretta, l’alcool e le droghe. Ecco perché insistiamo su di una corretta igiene della gravidanza, una corretta alimentazione e di osservare taluni accorgimenti. (in gravidanza naturale o dopo fivet omologa/eterologa, icsi, ovodonazione, donazione del seme, embriodonazione, donazione).

Gran parte delle complicanze ostetriche, fra cui ricordo il difetto di accrescimento del feto, la gestosi, la sofferenza fetale, avvengono per un deficit della placenta. Mentre un bel feto sano, di giusto peso, ben ossigenato e non intossicato dal fumo di sigaretta, deve il suo benessere ad una placenta di buone dimensioni, ben funzionante e con un’adeguata circolazione da ambo i lati, materno e placentare (in gravidanza naturale o dopo fivet omologa/eterologa, icsi, ovodonazione, donazione del seme, embriodonazione, donazione).





La source: gravidanzaonline.it

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