Acido folico anche negli alimenti

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Acido folico anche negli alimenti

Lo suggeriscono i neonatologi per ridurre il rischio di spina bifida nei nuovi nati. Perché sono ancora poche le donne che assumono la giusta quantità della vitamina prima del concepimento.(sia in modo naturale che con fecondazione assistita, FIVET, fivet-icsi, eterologa, seme di donatore).

Assumere acido folico a partire da un mese prima del concepimento riduce il rischio di malformazioni neurali nel bambino, ovvero la comparsa di spina bifida e anencefalia.(sia in casi di gravidanza naturale che di fecondazione assistita, fivet, fivet-isci,eterologa,seme di donatore).

Ancora poche donne però, seguono questa indicazione. Il problema è che non sempre è possibile sapere in anticipo quando si avvierà la gravidanza. C’è chi non la pianifica affatto e chi non riesce a rimanere incinta in tempi rapidi per cui, alla fine, rinuncia all’integrazione. (meglio nei casi di fecondazione assistita, FIVET, fivet-icsi, ovodonazione, eterologa, seme di donatore).

Per garantire alle donne il corretto apporto della vitamina, allora, i medici della Sin, la Società Italiana di Neonatologia, suggeriscono di arricchire con acido folico alcuni alimenti, come già avviene in altri Paesi. In attesa di un provvedimento che lo preveda per legge, si rivolgono quindi alle aziende. “Negli USA, dove la fortificazione degli alimenti è stata imposta nel 1998, (secondo un report dei Centers for Disease Control and Prevention) la percentuale di difetti del tubo neurale è calata del 35%”, spiega Mauro Stronati, presidente Sin. “In Europa, invece, in assenza di programmi obbligatori, la prevalenza è rimasta invariata”.
Fortificando alcuni alimenti come pasta, riso, farina di mais, biscotti e così via, si assicurerebbe un apporto corretto di acido folico a tutte le donne in età fertile e si garantirebbe loro un’adeguata protezione”. (sia in casi di gravidanza naturale che di fecondazione assistita, FIVET, fivet-icsi, eterologa, seme di donatore)

Qual è la dose consigliata?
“Per raggiungere il livello ematico protettivo, occorre assumere 0,4 mg di acido folico al giorno per 6-14 settimane. Proseguendo per 40 settimane si massimizza l’effetto e si riduce al minimo il rischio di spina bifida. In base ai dati disponibili in letteratura, comunque, la quantità di acido folico da assumere può variare da 0,4 a 0,8 mg al giorno”. .(sia in casi di gravidanza naturale che di fecondazione assistita, FIVET, fivet-icsi, eterologa, seme di donatore)

Possono esserci dei rischi legati a un’assunzione eccessiva?
“Nessun rischio. In molti Paesi che già effettuano la fortificazione non sono mai stati descritti effetti collaterali. Dove è stata attuata la supplementazione l’apporto medio assunto dalla popolazione è inferiore a 1 mg a giorno, ma anche dosi superiori prese per lunghi periodi non hanno mai fatto registrare effetti tossici”, rassicura l’esperto. (sia in casi di gravidanza naturale che di fecondazione assistita, FIVET, fivet-icsi, eterologa, seme di donatore)





La source: http://www.dolceattesa.com/rimanere-incinta/acido-folico-anche-negli-alimenti_concepimento/

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